gen 29 2020

Ilaria Fornari

Epidemia Asiatica: Possibili Ripercussioni

Autore: Ilaria  Fornari

Ilaria Fornari PhD - Strategist di Euromobiliare Advisory SIM, presenta un aggiornamento economico finanziario.

In evidenza questa settimana:

  • Incertezza su coronavirus riporta avversione al rischio nel mercato
  • BTP beneficia di minor rischio elettorale e altri fattori
  • Confronto con SARS 2003: probabile netto calo crescita PIL cinese nella prima metà 2020 con successivo rimbalzo e pattern analogo per azionario emergente
  • Recupero azionario sarà probabilmente associato a picco contagio 
  • Nel breve si complica capacità investitori di valutare evoluzione ciclo
  • Riunioni banche centrali: tassi e guidance Fed invariati, possibile taglio da Bank of England
  • Calendario economico: prime stime di crescita PIL nel 2019-Q4 in USA e area euro.

La scorsa settimana ha visto il ritorno nei mercati dell’avversione al rischio: una flessione dell’azionario, relativamente più accentuata nell’area emergente asiatica, si è accompagnata ad un recupero generalizzato dei bond governativi. I rendimenti del Treasury decennale sono scesi a circa 1.60%, i livelli più bassi dallo scorso ottobre, con un calo di circa 30 punti base da inizio anno. Sono inoltre scesi il prezzo del petrolio e delle altre materie prime.

Questi movimenti hanno eroso le performance da inizio anno dell’azionario riportando nel mercato un’impostazione difensiva: gli investitori sono tornati a preferire i comparti difensivi ai ciclici, i paesi avanzati rispetto agli emergenti, gli Stati Uniti al resto del mondo

In un contesto di segnali ciclici incoraggianti – con gli indicatori anticipatori che confermano il recupero manifatturiero in Germania, area euro, Giappone e Regno Unito – i timori degli investitori sono legati alle incerte ripercussioni dell’epidemia asiatica: l’effetto congiunto di restrizioni all’attività, cautela dei consumatori e calo dei mercati potrebbe spingere più avanti nel tempo l’atteso recupero economico.

Un primo confronto - imperfetto data la diversità di circostanze - con l’esperienza della SARS nel 2003 suggerisce che l’impatto economico e finanziario sarà molto significativo, ma di durata temporanea e geograficamente circoscritto. Nel 2003 in Cina la crescita del PIL rallentò bruscamente da circa 10% (nei trimestri precedenti allo scoppio dell’epidemia) a 3.5% nel secondo trimestre, per poi rimbalzare a circa 13% nella seconda metà dell’anno. Il mercato azionario asiatico scese nell’ordine del 15% da picco a minimo e il recupero iniziò quando la diffusione del contagio raggiunse il picco. I settori più colpiti furono turismo, vendite al dettaglio e trasporti.

Si prospettano dunque con ogni probabilità ampie oscillazioni nel profilo trimestrale di crescita della Cina e dell’area emergente asiatica— una netta flessione nella prima metà del 2020 seguita da un rapido recupero nella seconda. L’impatto annuale sulla crescita asiatica e globale dovrebbe essere più contenuto. La difficoltà per gli investitori, nel valutare la congiuntura mondiale, sarà inoltre quella di distinguere le distorsioni di breve periodo dai trend di crescita sottostanti.

Questa settimana si svolgeranno le riunioni della Federal Reserve (mercoledì 29 gennaio) e della Bank of England (giovedì 30 gennaio). Dalla Fed non ci aspettiamo cambiamenti né nella valutazione dello scenario macroeconomico né nella politica monetaria, che appare ben calibrata: la banca centrale segnalerà uno scenario centrale di tassi ufficiali invariati per il resto del 2020, anche se potrebbe dare indicazioni di come evolverà oltre il mese di marzo il piano di espansione del bilancio con acquisto di titoli a breve termine. Più incerta l’azione della Bank of England, che potrebbe tagliare i tassi ufficiali di un quarto di punto a 0.50%, o invece sospendere la decisione dopo il recente recupero delle indagini congiunturali.

Sul fronte dei dati economici, il calendario della settimana prevede le prime stime della crescita del PIL nel quarto trimestre 2019, sia che negli Stati Uniti (giovedì 30 gennaio) che nell’area euro (venerdì 31).  Negli Stati Uniti la crescita potrebbe aver rallentato sotto 2%, complice una moderazione dei consumi ed un calo di scorte industriali, mentre nell’area dell’euro dovrebbe aver stabilizzato a circa 1%.

Infine un breve focus sull’Italia e sull’ottima performance del nostro debito governativo. Il differenziale di rendimento BTP-Bund a dieci anni è sceso ai minimi dello scorso anno ossia circa 140 p.b.

Il risultato delle elezioni regionali allontana la prospettiva di elezioni anticipate e garantisce temporanea stabilità al governo: In prospettiva, il governativo italiano continuerà a beneficiare degli acquisti BCE, della ricerca di rendimento degli investitori e della convinzione che il governo manterrà un approccio cooperativo con l’Unione Europea.

Tuttavia il premio per il rischio politico italiano resterà probabilmente superiore a quello degli altri periferici, dati il carattere eterogeneo della coalizione, la scarsa capacità riformista, e gli appuntamenti politici ed economici dei prossimi mesi, dalle nuove consultazioni regionali al monitoraggio fiscale da parte della Commissione UE.

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