gen 22 2020

Ilaria Fornari

Tensioni commerciali in riduzione

Autore: Ilaria  Fornari

Ilaria Fornari PhD - Strategist di Euromobiliare Advisory SIM, presenta un aggiornamento economico finanziario.

In evidenza questa settimana:

  • Azionario a nuovi massimi e nuova compressione rendimenti high yield e bond emergente
  • Aspettative più ottimistiche sulla crescita favorite da espansione monetaria, riduzione tensioni commerciali, progressi Brexit
  • Phase One Deal: tregua USA-Cina scongiura nuovi dazi e in prospettiva favorisce stabilizzazione manifatturiero
  • PMI flash di gennaio in USA,.area euro, Giappone e UK: attesa stabilizzazione nel manifatturiero. Debolezza UK renderebbe probabile un taglio dei tassi ufficiali dalla Bank of England il 30 gennaio
  • Riunione BCE:  attesa conferma della strategia espansiva e probabile annuncio dell'avvio di una complessiva revisione della strategia di politica monetaria
     

Le prime settimane dell’anno sono state favorevoli alle classi di attivo rischiose, proseguendo un trend di accelerazione iniziato a fine dello scorso anno.

Il mercato azionario è salito a nuovi massimi storici, grazie ad aspettative più ottimiste sulla crescita, favorite dall’orientamento espansivo delle banche centrali. A questo si sono aggiunti altri fattori: la firma del Phase One Deal tra Stati Uniti e Cina l’approvazione da parte del Congresso USA del nuovo accordo commerciale con Canada e Messico che sostituirà il NAFTA, i progressi del Regno Unito verso un’uscita ordinata dall’Unione Europea, e infine prime indicazioni favorevoli dai risultati sugli utili delle aziende americane, nel quarto trimestre 2019.

Positiva anche la performance del credito i rendimenti nel comparto High Yield e nell’obbligazionario emergente sono scesi verso i minimi dell’attuale ciclo, mentre nei maggiori paesi avanzati i rendimenti governativi hanno stabilizzato, verso 1.8% per il Treasury decennale e –0.20% per il Bund).

Con il Phase One Deal, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un primo accordo commerciale, preliminare ad una discussione più ampia su temi strategici. L’accordo di per sé non darà particolare impulso alla crescita economica: La gran parte dei dazi introdotti dall’avvento della trade war resterà invariata, infatti il dazio medio sulle importazioni da Cina a Stati Uniti resterà prossimo al 20%, oltre 5 volte superiore ai livelli del 2018. Tuttavia l’attuale tregua commerciale scongiura l’introduzione di nuovi dazi e rimuove un importante fattore d’incertezza che da oltre un anno penalizza investimenti e commercio internazionale. Anche il Fondo Monetario Internazionale, che ha appena pubblicato le stime di crescita aggiornate al 2021, ha espresso un moderato ottimismo sulla stabilizzazione del settore manifatturiero.

In questo contesto, assumeranno particolare rilevanza questa settimana le prime indicazioni flash degli indici PMI, per manifatturiero e servizi che venerdì 24 gennaio saranno pubblicati in molti paesi tra cui area euro, Regno Unito, Giappone, Stati Uniti. L’attesa è per un leggero recupero del manifatturiero dopo l’inattesa debolezza di dicembre, in un contesto di generale resilienza dei servizi. Segnaliamo in particolare che dati deboli nel Regno Unito potrebbero indurre la Bank of England a tagliare i tassi ufficiali all’imminente riunione del 30 gennaio.

Sempre in tema di banche centrali, questa settimana, giovedì 23 gennaio, si svolgerà la riunione della Banca Centrale Europea: dopo le nuove mosse espansive dello scorso settembre, con la ripresa dell’espansione del bilancio, non ci aspettiamo nuovi interventi. Dai verbali della precedente riunione emerge una generale fiducia del Consiglio Direttivo sull’efficacia delle misure messe in atto; inoltre il cambio di leadership è troppo recente per ipotizzare cambiamenti nell’operato della BCE. Alla riunione di questa settimana dovrebbe essere annunciato l’avvio di un processo di revisione complessiva della strategia e degli strumenti di politica monetaria, in prospettiva volto a rafforzare la credibilità del target d’inflazione a 2%.

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