nov 20 2020

Ilaria Fornari

Mercati divisi tra progresso nei vaccini e impatto pandemia

Autore: Ilaria  Fornari

Ilaria Fornari PhD - Strategist di Euromobiliare Advisory SIM, presenta un aggiornamento economico finanziario.

In evidenza questa settimana

  • Efficacia dei vaccini e prospettive di avvio vaccinazioni globali nella prima metà del 2021 spingono gli investitori a "guardare oltre" il Covid-19
  • Si accentuano le rotazioni settoriali a favore di ciclici e stile value
  • Vaccini riducono probabilità scenari avversi e legittimano l'ipotesi di progressiva uscita dall'emergenza pandemica nel corso del 2021. 
  • Tuttavia prematuro scontare la normalizzazione dell'economia: ripresa globale resta vulnerabile alla pandemia e ampiamente dipendente dallo stimolo fiscale e monetario
  • Restrizioni alle attività nel Q4-2020 prospettano una nuova contrazione del PIL in area euro e stagnazione negli USA
  • Fattori politici rallentano l'approvazione di nuovo stimolo fiscale USA
  • Banche centrali ancora attive in dicembre: BCE verso ampliamento del PEPP e possibili interventi su TLTRO, da Fed possibile estensione scadenze titoli governativi acquistati per contenere i tassi a lungo termine

La prima metà di novembre ha visto un forte recupero della propensione al rischio, guidato da una valutazione favorevole del risultato elettorale USA, e dall’annuncio di progressi significativi sul fronte sanitario. L’elevata efficacia di alcuni vaccini, e le prime ipotesi concrete su tempi di produzione e somministrazione globale del vaccino hanno spinto gli investitori per la prima volta a “guardare oltre” la pandemia Covid-19.

Questo ha accentuato nell’azionario un trend di rotazione settoriale e di stile in atto da oltre due mesi, dai settori difensivi e dallo stile cosiddetto growth a favore dei comparti ciclici e dello stile value finora più penalizzati dalla pandemia. Da inizio settembre, nell’indice S&P i comparti finanziari e industriali hanno recuperato rispettivamente circa 11% e 9%, a fronte di un calo del comparto tecnologico prossimo al 4%, che vede penalizzati i titoli della cosiddetta stay at home economy, finora eccezionalmente premiati dalla pandemia.

Anche negli indici azionari europei si riscontra un’analoga rotazione, con un netto rialzo da inizio settembre di industriali e finanziari. Molto significativo sia in Europa che negli Stati Uniti anche il balzo dei titoli energetici, penalizzati nel 2020 dal crollo della mobilità soprattutto in alcuni servizi.

Se colpisce la prontezza degli investitori nel ridisegnare il contesto economico e di mercato in vista della futura uscita dall’emergenza Covid, è tuttavia prematuro parlare di normalizzazione.

La descritta rotazione settoriale è destinata a proseguire nei prossimi mesi, ma probabilmente non con la stessa intensità nel breve termine poiché l’attenzione degli investitori ritorna sugli sviluppi pandemici. I progressi nei vaccini consentono di ipotizzare la progressiva fine dell’emergenza pandemica nel 2021, tuttavia l’epidemia al momento non è ancora sotto controllo e continua ad impattare negativamente l’economia e condizionare le scelte degli investitori.

In Europadopo la recente impennata, emergono segni di stabilizzazione dei contagi, segno del successo delle misure di restrizione messe in atto in diversi paesi Negli Stati Uniti invece il tasso di positività è in crescita e previsto ancora in aumento con le festività di Thanksgiving a fine novembre. Si prospettano quindi con ogni probabilità restrizioni e distanziamento sociale anche negli USA.

Le misure restrittive rese necessarie in diversi paesi prefigurano una netta decelerazione della crescita globale dopo il balzo storico del terzo trimestre globale seguente il rimbalzo storico nei mesi estivi: nel quarto trimestre il PIL dovrebbe registrare una nuova contrazione nell’area dell’euro, benché meno significativa rispetto al secondo trimestre, ed una stagnazione negli Stati Uniti.

Una prima indicazione in tal senso giungerà all’inizio della prossima settimana dalle prime indicazioni flash degli indici PMI nelle maggiori economie per il mese di novembre, quando è probabile un netto calo dei servizi specie europei. Il 2020 dovrebbe concludersi con un calo del PIL globale prossima a 4%, e solo la Cina dovrebbe riportare un tasso di crescita annuo positivo.

In definitiva, nei prossimi mesi gli investitori dovranno bilanciare le notizie incoraggianti sul fronte dei vaccini con una realtà economica ancora molto fragile e vulnerabile alla pandemia. La ripresa mondiale resta ampiamente dipendente dallo stimolo fiscale e monetario

In positivo, riteniamo che i policy maker agiranno di nuovo, anche se forse con maggior lentezza negli Stati Uniti sul fronte fiscale: i tempi di approvazione di un nuovo pacchetto di aiuti a famiglie e imprese restano incerti, dato anche il difficile passaggio di consegne all’Amministrazione Biden, e l’attesa della votazione in Georgia a inizio 2021 che stabilirà la composizione definitiva del Senato. Nell’area dell’euro le Leggi di Bilancio dei diversi stati, inclusa l’Italia, stanno predisponendo nuove misure di sostegno.

Il mese di dicembre con ogni probabilità vedrà nuovamente agire le banche centrali, per mantenere condizioni finanziarie molto accomodanti. La Banca Centrale Europea quasi certamente aumenterà per dimensione e durata il Pandemic Programme di acquisto di titoli privati e pubblici, e introdurrà misure a sostegno del credito bancario, ad esempio tramite i TLTRO. La Fed potrebbe invece mantenere invariata la diemnsione del quantitative easing,ma  prolungare le scadenze dei titoli governativi acquistati, per contrastare eventuali pressioni al rialzo sui rendimenti a lunga scadenza.

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