lug 14 2020

Ilaria Fornari

Concluso trimestre eccezionalmente favorevole

Autore: Ilaria  Fornari

Ilaria Fornari PhD - Strategist di Euromobiliare Advisory SIM, presenta un aggiornamento economico finanziario.

In evidenza:

  •  Nel secondo trimestre azionario e credito in forte recupero. Flessione da inizio anno azionario si riduce in USA ma resta significativa in Europa
  • Al sostegno dei policy maker in aprile e maggio si sono aggiunti in giugno i segnali di miglioramento ciclico. rimbalzo PMI globale supera 20 punti negli ultimi due mesi
  • Probabile rimbalzo a V della crescita economica globale nel Q3
  • Attesi nuovi interventi fiscali espansivi da USA e Unione Europea entro l'estate

Con il mese di giugno si è concluso un trimestre eccezionalmente favorevole per i mercati finanziari. Il rendimento totale dell’azionario ha superato 19% nella media globale, con un recupero esteso a tutte le aree geografiche e trainato dal settore tecnologico e, per gran parte del trimestre, dai settori cosiddetti difensivi. Solo nell’ultimo mese è emersa una rotazione settoriale a favore dei comparti più correlati al ciclo e dei mercati non statunitensi, specchio dell’uscita dell’economia mondiale dalla drammatica recessione della prima metà del 2020.

Il recupero del secondo trimestre riduce la flessione da inizio anno dell’azionario, che resta tuttavia significativa per gli indici giapponese, europeo e italiano. Negli ultimi tre mesi anche il credito ha riportato rendimenti significativi specie nei comparti a minor merito di credito che hanno beneficiato della decisione della Federal Reserve di includere parte del segmento non-investment grade negli acquisti di obbligazioni societarie. Tra i governativi spicca la performance del debito italiano, favorito dagli acquisti della BCE e dei progressi sul fronte fiscale europeo.

Se nei mesi di aprile e maggio è stata soprattutto l’imponente risposta dei policy maker a sostenere i mercati, in giugno e a inizio luglio è sopraggiunto anche un crescente recupero congiunturale, dopo il crollo dei mesi primaverili La riapertura delle economie ha consentito un diffuso miglioramento dei dati relativi a produzione, consumi e fiducia degli agenti economici. Questo avvalora l’ipotesi che il mese di aprile sia stato il punto di minimo del ciclo globale.

Un segnale molto chiaro di svolta ciclica viene dall’indice PMI composto mondiale, salito oltre 20 punti in maggio e giugno, pur restando a livelli ancora depressi. Ricordiamo che tali indici sono qualitativi e come tali non possono quantificare nè la gravità della caduta produttiva nel secondo trimestre né la dimensione della successiva ripresa. Appare comunque probabile un rimbalzo a V della crescita tra il secondo e il terzo trimestre 2020, che farebbe della recessione nella prima metà del 2020 una delle più drammatiche, ma al tempo stesso delle più brevi, della storia.

Manteniamo uno scenario moderatamente costruttivo su economia e mercati nei prossimi mesi. Certamente, il ritmo di crescita economica oltre il terzo trimestre resta incerto, molto disuguale tra settori e aree geografiche, e ancora fortemente dipendente dagli sviluppi della pandemia. In positivo tuttavia, le misure innovative, ampie e diversificate delle banche centrali stanno promuovendo un miglioramento di condizioni finanziarie che dovrebbe tradursi in un miglioramento stabile dell’economia

La politica fiscale avrà un ruolo determinante nei prossimi mesi. Occorrono infatti misure di stimolo alla domanda, per sostenere la nascente ripresa dei consumi e in seguito rilanciare gli investimenti.

Negli Stati Uniti molte misure fiscali espansive (sussidi di disoccupazione, trasferimenti alle amministrazioni locali) sono temporanee e in scadenza tra luglio e dicembre. Al momento permangono opinioni diverse, sia nel Congresso che nell’Amministrazione Trump, su dimensione e composizione di un eventuale nuovo pacchetto fiscale. Riteniamo tuttavia probabile l’approvazione di nuove misure espansive espansivo entro agosto, ossia prima della pausa estiva del Congresso.

In Europa il mese di luglio vedrà dispiegarsi il dibattito su dimensione e composizione del Fondo per la Ricostruzione e con annesso potenziamento del ruolo del bilancio pluriennale dell’Unione. I contrasti originano dalla riluttanza dei paesi nordici cosiddetti “frugali” a stabilire condizioni troppo generose di assistenza fiscale condivisa all’interno dell’Unione. A nostro avviso appare comunque probabile entro l’estate un accordo di massima sulla dimensione del Fondo (presumibilmente inferiore alla proposta della Commissione UE di €750mld) e sulla suddivisione degli strumenti di finanziamento (tra trasferimenti e prestiti). Occorrerà invece probabilmente più tempo per definire i

Concludiamo osservando che gli sviluppi della pandemia Covid-19 rappresentano il principale fattore di rischio al nostro scenario moderatamente costruttivo, che sconta il passaggio della crisi Covid da acuta a cronica, con eventuali seconde ondate relativamente gestibili e meno drammatiche rispetto ai mesi scorsi. Le aree più critiche in questo momento riguardano gli Stati Uniti, dove le riaperture anticipate in alcuni stati hanno portato ad un’accelerazione dei contagi e alcuni paesi emergenti quali India e Brasile). In prospettiva, manca una risposta sanitaria globale e coordinata per affrontare un’eventuale recrudescenza della pandemia nei prossimi mesi.

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