dic 2 2021

EA SIM

Bond Update - Dicembre

Autore: EA SIM

I Rendimenti si consolidano al ribasso in un contesto che rimane volatile

Dopo i rialzi di ottobre i rendimenti dei governativi nel corso del mese hanno consolidato in marginale ribasso, con le curve dei tassi che si sono marginalmente appiattite, in un contesto di volatilità che rimane però ancora elevato. L’indice MOVE che misura la volatilità implicita delle opzioni a breve sulla curva dei governativi USA, è salito sui massimi dall’aprile 2020. A pesare i timori per l’aumento dei contagi da Covid-19 in Europa con il rischio di nuove restrizioni e lockdown e non da ultimo le notizie sul diffondersi di una nuova variante sudafricana, che con le sue mutazioni e l’alta contagiosità potrebbe rendere meno efficaci gli attuali vaccini anti-Covid. Il focus degli investitori rimane comunque sempre l’andamento dell’inflazione date le continue sorprese al rialzo. In ottobre l’inflazione al consumo statunitense è salita sopra 6% per il dato complessivo e sopra 4% per la componente core depurata del forte rialzo di energia e alimentari. Anche nell’area euro la stima preliminare dell’inflazione ha confermato un’accelerazione al rialzo anche in novembre, facendo registrare un nuovo massimo storico da quando esistono dati comparabili (1997). Gli investitori stanno mettendo alla prova la determinazione delle banche centrali a contrastare il rialzo dell’inflazione nei prossimi trimestri, che si prospetta meno transitoria del previsto. Negli Stati Uniti in particolare, i futures sul Fed Funds scontano almeno due rialzi dei tassi ufficiali entro la fine del prossimo anno, prima di quanto finora segnalato dalla Fed.  In Europa sarà importante la riunione della Bce del prossimo 16 dicembre dove la banca centrale dovrà chiarire come si articolerà l’espansione del proprio bilancio oltre marzo 2022, quando è previsto l’esaurimento del piano pandemico: un requisito fondamentale sarà il mantenimento di un’elevata flessibilità. In questo periodo la carta italiana si è mossa nel complesso in linea ai governativi core e periferici. Tecnicamente, da qui a fine anno, tenendo conto degli acquisti della BCE, l’offerta di carta netta di carta italiana dovrebbe essere negativa per circa 25/30 €mld, dal momento che il MEF ha quasi concluso il funding dell’anno, fattore che rappresenta un potenziale supporto per il BTP. La carta italiana rimane comunque più vulnerabile nel caso di improvvisi aumenti di volatilità sui tassi per una dialettica più hawkish della BCE legata alle dinamiche inflattive.  Nel complesso confermiamo un’impostazione neutrale con una moderata negatività sul rischio tasso; ci attendiamo che la graduale normalizzazione dei rendimenti proseguirà anche nei prossimi trimestri, sebbene potenzialmente a ritmi più contenuti, senza tuttavia escludere che il possibile ritorno del tema Covid con nuove varianti e misure restrittive possa spingere la domanda di attività free risk.  Dopo la relativa stabilità dei mesi scorsi, nel mercato corporate gli spread sono saliti in un contesto di maggior volatilità, riportandosi sui livelli di inizio anno.  I principali indici di credito hanno generato performance sotto la parità, sia nel comparto financial che industriale, complice l’allargamento dei premi al rischio in parte compensato dal ribasso dei tassi dei governativi. Sull’asset class del credito manteniamo un giudizio neutrale che bilancia da un lato l’incertezza creata dalla nuova «variante» Covid, e dall’altro il contesto fondamentale che rimane solido come confermato dalla positiva stagione degli utili e da dinamiche dei tassi di default in calo. Sul debito emergente confermiamo un ‘impostazione neutrale/negativa, visto la dinamica pandemica in atto e l’attesa di politiche monetarie restrittive di molti paesi per contrastare dinamiche inflattive elevate.

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