mar 17 2020

EA SIM

Aggiornamento Mercati al 17 Marzo 2020

Autore: EA SIM

La correzione dei mercati finanziari da inizio 2020 è prossima a -30% nella media globale. Nel credito solo il comparto investment grade statunitense è ancora positivo da inizio anno, mentre l’obbligazionario emergente e il credito high yield registrano flessioni tra il -10% e il -13%. Tali perdite solo state solo in parte compensate dal recupero dei mercati obbligazionari governativi, con rendimenti totali da inizio anno prossimi a +8% per il Treasury, +5% per il GILT britannico e +3% per il Bund; restano particolarmente penalizzati i governativi italiani.

Dopo aver preso consapevolezza della diffusione globale della pandemia da COVID-19, gli investitori stanno ora scontando lo scenario di recessione globale che noi stessi abbiamo descritto nei nostri recenti aggiornamenti almeno per tutta la prima metà del 2020. L’economia mondiale è interessata da un triplice shock (shock di domanda e di offerta e shock al ribasso sui prezzi petroliferi), a cui si aggiunge il brusco irrigidimento delle condizioni finanziarie e creditizie.  Le prime informazioni sull’attività produttiva in Cina in gennaio e febbraio sono inequivocabili: il calo è stato prossimo a -18% per l’output e a -20% per le vendite al dettaglio, prefigurando un Q1-2020 ampiamente negativo per la crescita cinese. In Europa e negli Stati Uniti proseguono le politiche di distanziamento sociale e di limitazione all’attività produttiva, destinate a produrre forti contrazioni del PIL in entrambe le aree sia nel primo che nel secondo trimestre.

In positivo, i primi segnali di normalizzazione in Cina avvalorano l’ipotesi di “temporaneità” di questo shock ma l’incertezza su intensità e durata della caduta produttiva al momento resta eccezionalmente elevata. La stesso Presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha dato una misura di questa incertezza rinunciando a pubblicare le stime aggiornate sulla crescita del PIL statunitense (come normalmente accade alla fine di ogni trimestre) e affermando che “…E’ molto difficile definire l’entità e la durata dell’impatto economico del COVID-19 sull’economia statunitense e globale poiché dipenderà dalla diffusione del virus…e questo al momento è altamente incerto e non conoscibile (unknowable)”.

La risposta delle banche centrali nelle ultime due settimane è stata concertata, globale e molto significativa. Dopo la riunione BCE – le cui importanti misure abbiamo già commentato la scorsa settimana – diversi membri del Consiglio Direttivo hanno sottolineato la flessibilità di esecuzione del nuovo piano di QE da €120mld con possibili deviazioni dalla regola che vincola gli acquisti alle quote nazionali nel capitale BCE. La Bank of Japan ha aumentato gli acquisti di titoli societari, raddoppiato gli acquisti attivi di ETF , e introdotto misure di facilitazione del credito. La Bank of England ha tagliato i tassi di 50 pb e introdotto un piano di finanziamento a lungo termine per le piccole-medie imprese. La Federal Reserve ha portato il corridoio target dei tassi ufficiali tra zero e 0.25%, con un taglio cumulato del tasso sui Fed Funds pari a 150 pb. da inizio marzo e annunciato diversi interventi a sostegno della liquidità, del credito bancario e del regolare funzionamento del mercato dei titoli governativi e asset-backed: ha aumentato gli acquisti di Treasury per $500 mld e di Mortgage-Backed Security per $200 mld, incoraggiato le banche a finanziarsi presso la discount window della banca centrale, facilitato le linee di swap in dollari con le altre banche centrali, allentato temporaneamente i requisiti patrimoniali e di liquidità bancaria per favorire il credito.

Queste misure sono molto importanti per garantire liquidità, evitare l’interruzione del credito e contrastare l’irrigidimento delle condizioni finanziarie globali. Gli investitori attendono tuttavia una risposta ancora più incisiva e coordinata dalla politica fiscale su cui diversi governi hanno comunque cominciato a muoversi. Nell’area dell’euro la Commissione ha garantito massima flessibilità relativa al Patto di Stabilità e diversi paesi, Italia inclusa, stanno implementando misure fiscali rilevanti (rinviamo a futuri aggiornamenti per un’analisi dei piani fiscali finora proposti a livello UE). Un passo importante per la stabilizzazione dei mercati probabilmente sarebbe l’annuncio da parte statunitense di un poderoso piano sanitario e fiscale per contrastare la crescente diffusione del COVID (sostegno nazionale alle spese sanitarie, sconti fiscali, sussidi alla disoccupazione ecc.). Un altro fattore rilevante da monitorare nei prossimi mesi per valutare la durata della caduta produttiva negli Stati Uniti sarà l’andamento della disoccupazione, per valutare la natura solo temporanea o più prolungata dello shock produttivo.

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