ago 6 2020

Ilaria Fornari

Aggiornamento Mercati al 05 Agosto 2020

Autore: Ilaria  Fornari

Dopo un secondo trimestre che non è esagerato definire eccezionale per i mercati finanziari, anche il mese di luglio si è rivelato favorevole alle classi di attivo rischiose.

Nella media globale, i mercati azionari hanno recuperato quasi 4% nel mese trascorso, con un andamento tuttavia disuguale tra aree geografiche, che vede favoriti Stati Uniti e soprattutto area emergente rispetto ad Europa e Giappone. Anche nel comparto obbligazionario a spread il recupero è stato relativamente più accentuato per la media dei mercati emergenti e per gli Stati Uniti, sia per l’investment grade che per i comparti a minor merito di credito. Con il progressivo rialzo dai minimi dello scorso marzo, il rendimento da inizio anno è tornato positivo per il mercato azionario statunitense, ma resta ampiamente negativo e in calo a doppia cifra per area euro e Italia, che scontano una composizione degli indici meno orientata alla tecnologia, e viceversa più orientata a titoli industriali e finanziari, che faticano a trovare una stabile leadership di mercato.

Nel mese trascorso il recupero della propensione al rischio si è accompagnato non solo ad un ulteriore calo della volatilità, ma anche ad un’ottima performance dell’obbligazionario governativo, che ha beneficiato della rinnovata determinazione delle banche centrali a perseguire politiche monetarie eccezionalmente espansive per un periodo prolungato: i rendimenti sul Treasury sono tornati verso minimi storici a tutte le scadenze, in particolare a dieci anni (+0.50%) e a trent’anni (+1.19%); l’andamento è stato analogo per il Bund europeo.

Spicca infine la performance del debito governativo italiano, che ha beneficiato dello storico accordo per il rilancio dell’economia europea tramite il potenziamento del bilancio UE pluriennale ed i fondi del Next Generation EU. Di fronte all’eccezionalità della crisi Covid-19 anche la risposta europea, che combina solidarietà con elementi di visione del futuro, è stata eccezionale sotto diversi aspetti che di seguito evidenziamo. In primo luogo, si rompe il “tabù”della possibilità per l’Unione Europea di fare emissioni congiunte su larga scala, con  debito garantito congiuntamente e in parte finanziato con risorse comuni. In secondo luogo, si creano trasferimenti dai paesi “nordici” a quelli “periferici” (meridionali e orientali), per un ammontare rilevante rispetto alla normale dimensione del bilancio UE: i fondi saranno infatti distribuiti in maniera più che proporzionale ai paesi più colpiti dalla pandemia. L’Italia ne beneficerà in misura significativa: al nostro paese saranno allocati €208,8mld (di cui €81,4mld a fondo perduto senza impatto sul debito e 127,4 come prestiti). Infine, si riconosce che tali trasferimenti sono essenziali per la sopravvivenza del mercato unico, che non appare sostenibile se i paesi ad elevato debito e bassa crescita (diversamente da quelli a basso debito) non hanno spazio per rispondere con misure fiscali ad uno shock esogeno

Se nei mesi di aprile e maggio il recupero della propensione al rischio rifletteva soprattutto il poderoso sostegno delle autorità fiscali e monetarie, in giugno e luglio a questo si sono aggiunti i segnali crescenti di recupero ciclico. Gli indicatori congiunturali, correnti e anticipatori, confermano il rimbalzo a V della crescita globale tra il secondo e il terzo trimestre. I dati pubblicati nelle due settimane trascorse sull’andamento del PIL nel secondo trimestre, nelle maggiori economie avanzate ed emergenti, hanno certificato una caduta produttiva senza precedenti: nella pima metà del 2020 la flessione dell’economia globale ha superato 15% (annualizzato), un crollo più che doppio rispetto alla Grande Recessione del 2008-2009. Gli investitori hanno finora trovato conforto nei segnali di rimbalzo ciclico (tra cui l’ulteriore aumento degli indici PMI in luglio), che prospettano per la seconda metà del 2020 un rimbalzo dell’economia mondiale di paragonabile entità. Occorre tuttavia sottolineare che anche con un (plausibile) rimbalzo del 18% (annualizzato) nella seconda metà dell’anno, a fine 2020 il PIL mondiale avrebbe ritracciato solo due terzi circa della caduta, restando circa 3% sotto i livelli di fine 2019. Lo scenario macroeconomico centrale per il 2020 resta dunque quello di una ripresa vigorosa ma incompleta: occorreranno probabilmente diversi trimestri perché il PIL globale ritorni ai livelli pre-Covid, e molto dipenderà dall’ulteriore sostegno della politica fiscale.

Pu mantenendo un quadro moderatamente costruttivo, riteniamo che il prossimo mese potrebbe rivelarsi meno favorevole alle classi di attivo rischiose. Diversi fattori prospettano infatti una maggior volatilità nei mercati azionari, oltre ad una stagionalità tipicamente negativa nel mese di agosto. In primo luogo, la riaccelerazione dei contagi negli Stati Uniti e le conseguenti (parziali) limitazioni alla mobilità dovrebbero tradursi in un rallentamento dei consumi privati, dopo il ritmo molto sostenuto degli ultimi due mesi. In secondo luogo, permane incertezza su tempi, dimensione e composizione di un nuovo pacchetto di stimolo fiscale negli Stati Uniti, date le divergenze interne al Congresso: dato il prossimo esaurimento di molte misure temporanee, un nuovo stimolo appare essenziale per sostenere la ripresa nascente. Benché l’approvazione di un pacchetto resti probabile, l’allungamento dei tempi di approvazione unito al previso rallentamento nel ritmo di ripresa potrebbero tradursi in una contenuta correzione dei mercati azionari. In positivo tuttavia, permane il sostegno di condizioni finanziarie molto espansive, e recentemente di segnali di stabilizzazione sul fronte degli utili aziendali dopo il drammatico calo dei trimestri trascorsi. I risultati della pubblicazione degli utili delle aziende USA relativi al secondo trimestre sono incoraggianti, suggerendo che la revisione al ribasso potrebbe essere conclusa: circa 80% delle aziende che hanno riportato ha superato le attese degli analisti (che avevano tuttavia subito una revisione al ribasso di portata eccezionale).

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